Ladri Di VHS

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A Cannes dall'11 al 22 Maggio 2016.

73° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

A Venezia dal 31 Agosto al 10 Settembre 2016

mercoledì 30 luglio 2014

CASOTTO



Regia: Sergio Citti
Origine: Italia 
Anno: 1977
Durata: 106'
Attori protagonisti: Gigi Proietti, Ninetto Davoli, Ugo Tognazzi, Catherine Deneuve, Jodie Foster, Franco Citti

Ninetto Davoli entra nel casotto per accendere una sigaretta. Quando esce chiude la porta alle sue spalle lasciandoci imprigionati dentro. Entri, chiudi la porta, ti spogli e metti il costume. Lasci tutta la tua roba là e ti tuffi in acqua. Prima di te qualcuno ha fatto la stessa cosa proprio in quel casotto e qualcun altro lo farà dopo di te. Casotto è di questo che parla. Gente che si spoglia, mette il costume e si butta in acqua.




Già dai titoli di testa ci si rende conto della portata dell'esperimento. Paolo Stoppa e Jodie Foster, Gigi Proietti e Catherine Deneuve. Ma anche Franco Citti, Angela e Anna Melato, Ninetto Davoli, Ugo Tognazzi e Michele Placido. Anche lo staff tecnico lascia interdetti. Le musiche minimali e esotiche del “maestro Mazza” e le scenografie (Hitchcockiane) del tre volte premio oscar Dante Ferretti convivono con la regia e la fotografia Pasoliniana di Citti e Delli Colli. A tenere su la baracca (è proprio il caso di dirlo) Vincenzo Cerami.



Casotto, dopo Salò (forse) è l'opera italiana più coraggiosa. Nel 1977 l'Italia è già un posto abbastanza smaliziato da non rimanere sconvolto dalla vista delle palle di Placido. Il pubblico e la critica di allora fecero comunque fatica a digerire un'opera di fatto incollocabile. Da una parte la malinconia di Pasolini, dall'altra la commedia di costume. Il gusto però è tutt'altro che intellettuale o nazionalpopolare. La lente usata è grottesca, a tratti avanguardistica, con scene di vera e propria videoarte. Il tutto girato in una sola stanza con una porta che quando si apre dà il senso di una terra che pulsa fuori. Del giorno che passa e del tempo che cambia. Le scene di nudo sono fastidiose perché vere. Perché fa male vedere nudi che non cercano di sedurci. 




In Casotto la nostra parte più intima, manco a dirlo, non si ferma ai genitali. Noi siamo come dei fantasmi, come delle camere nascoste costrette ad assistere allo spettacolo più indecente che ci sia, quello cioè della grottesca normalità dell'essere umano. Panzoni, donne pelose, coach molesti, freak, coppie male assortite. Le nostre ambizioni, le nostre magagne, le nostre paure e altre normalissime oscenità si avvicendano senza sosta a ritmo sostenuto. Manco il tempo di riflettere sulla porzione di noi stessi che un personaggio ha portato a galla che eccone un altro, pronto a tirar fuori le sue e le nostre vergogne. 


Isaia Panduri



domenica 20 luglio 2014

ANCHORMAN 2 - FOTTI LA NOTIZIA


Regia
:Adam McKay
Origine: USA
Anno: 2013
Durata: 120'
Attori protagonisti: Will Ferrell, Paul Rudd, Meagan Good, Christina Applegate

Credo di essere uno dei più grandi fan di Will Ferrell in Italia, è un mio attore feticcio e qualsiasi suo gesto, sguardo e movimento lo considero un momento comico riuscito.
Il fatto che io sia uno dei suoi più grandi fan in Italia non è dovuto a mie particolari conoscenze su Will o il saper citare battute o spezzoni dei suoi film, no, per nulla, il fatto è che in Italia se lo filano in pochi.


Alla conquista dell'internet che conta

La dimostrazione più evidente si può avere con la serie Anchorman, entrambi distribuiti qui direttamente per il mercato home video mentre in America è un cult totale e il personaggio di Ron Burgundy è una leggenda anche al di fuori dello schermo.
In più non sazi ci hanno infilato un sottotitolo totalmente insensato "FOTTI LA NOTIZIA", quando l'originale sarebbe un più misurato "THE LEGEND CONTINUES" ma per queste cose prima o poi mi presenterò all'AIA per chiedere spiegazioni e pretendendo che qualcuno paghi per queste "STRONZATE DEL CAZZO". Il film prosegue le avventure di Mario Giordano; e del suo cammino verso il giornalismo che conta e della sua storia d'amore ma ancor prima sessuale con Milena Gabanelli. Mario Giordano per la fama e il successo, dopo una rottura improvvisa con Milena, deciderà di fare il giornalismo che vuole il pubblico e quindi gli offrirà notizie prive di spessore e piene di prostituzione intellettuale. Dall'altra parte la sua dolce metà continuerà a fare giornalismo impegnato e d'inchiesta, scoprendo cose orrende su Marco Betello, ma i progetti dell'amore sono sempre dietro l'angolo e torneranno insieme dopo un torneo di Magic all'ultimo sangue.

Milena mi ha lasciato e la mia vita è totalmente FOTTUTA!
 
Il cast rimane inalterato dal primo capitolo, vediamo tutto il team di Channel 4 composto da comici del calibro di Steve Carell. Da notare la quantità enorme di camei di peso, giusto per citare qualche nome: Kanye West, Drake, Harrison Ford, Vince Vaughn.

Menzione d'onore a quel gran pezzo d'ubalda di Meagan Good che qualcuno di voi avrà già potuto apprezzare in TUTTE le sue doti su Californication, doti molto apprezzate da Hank Moody.
 
Gran parte dei miei giorni li vivo come Brick Tamland

L'umorismo che, premetto, per goderlo al meglio va visto in lingua originale, è caustico e corrosivo al punto giusto, cade nel politicamente scorretto riuscendo nel finale a far riflettere pure un minimo (il mio paragone a Mario Giordano non è stato totalmente casuale).

Le ambientazioni anni 70 sono ricreate con brio e la colonna sonora è pazzesca, roba con cui rimorchiare facilmente tutte le ragazze del quartiere, dalla hipster alla punkabbestia. Adam McKay continua con successo la sua collaborazione con Ferrell anche per quanto riguarda la sceneggiatura, rimanendo sui livelli di film come "Ricky Bobby - La storia di un uomo che sapeva contare fino a uno" o "Fratellastri a 40 anni",film che nel panorama comico del cinema a stelle e strisce non portano assolutamente nulla di nuovo ma che riescono in un modo o nell'altro nel loro intento principale, farmi ridere di gusto senza troppi fronzoli.

Sharknado in vista

Insieme ad Apatow, legati tra l'altro da una amicizia e una grande collaborazione, sono a capo della commedia americana e probabilmente ci rimarranno ancora per un po' di tempo.

Ps: probabilmente lo scontro finale tra vari team di news, un mix tra Gangs of New York e Guerrieri della notte, entrerà nella storia un po' come fece lo scontro nel primo.

Bonus track: 




Endrio Manicone

mercoledì 16 luglio 2014

TRAVOLTI DA UN INSOLITO DESTINO NELL'AZZURRO MARE D'AGOSTO


Regia: Lina Wertmüller 
Origine: Italia
Anno: 1974
Durata: 125'
Attori protagonisti: Giancarlo Giannini, Mariangela Melato

Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto narra di un povero marinaio ignorante, comunista e insofferente verso i vizi della sua “padrona”, la ricca industriale Raffaella Pavone Lanzetti. L'industriale rappresenta tutto ciò che il marinaio odia e il naufragio che li vede coinvolti darà vita al suo personale tentativo di rivendicazione sociale.


Travolti da un insolito destino... è uno dei rari casi in cui al pubblico italiano viene proposta una lettura esotica del paesaggio italiano. Non ci sono strani animali o piante sconosciute ovviamente, ma è il repentino cambio di registro che ci fa vivere le coste della Sardegna come un mondo lontano, perduto e (ormai) disabitato. Mondo che è simbolo della regressione a uomo delle caverne del marinaio Gennarino e perfetta ambientazione mentale del nuovo status della coppia. In questo mondo si piomba come in un sogno, dopo il dormiveglia rappresentato dalla giornata passata sul gommone, in cui entrambi stanno ancora con un piede fuori e l'altro dentro alle proprie classi sociali.


Il film grazie sopratutto alle musiche di Piccioni è sempre in bilico tra la commedia di costume e quella sexy. Dall'erotismo, a tratti “speculativo”, al dramma alla Casablanca. Anche se è evidente quasi subito che siamo davanti a uno dei così detti film “impegnati”; agli occhi di un saputello vaccinato e viziato come me, la vicenda appare come una lezioncina. Mai nel film si resta ancorati alla realtà delle circostanze, ogni evento è una sineddoche della società moderna, del rapporto povero/ricco, operaio/padrone, uomo/donna.
 


A volte tra un insulto e l'altro del siciliano sembra di sentire la bellissima voce della Wertmüller urlare “E adesso ve la faccio vedere io!”. Non è la mia generazione ad aver risolto tali questioni, è solo che la lezione della regista non riesce più a graffiare le nostre convinzioni come Pasolini o Ferreri. O forse semplicemente stiamo parlando di una storia invecchiata male.



È l'erotismo il punto forte della pellicola. È incredibile come il rapporto sessuale limitato allo strusciarsi riesca a frustrare anche lo spettatore. È da questo punto di vista che la storia riesce ancora a parlarci. Facendo nascere un nuovo personaggio chiamato “appagamento sessuale” che anch'esso sembra vivere in una primitiva e totalmente naturale isola della nostra mente. Isola per che fortuna resterà sempre svincolata da logiche classiste.


 
Isaia Panduri

sabato 21 giugno 2014

INCOMPRESA


Regia: Asia Argento
Origine: Italia, Francia
Anno: 2014
Durata: 103'
Attori protagonisti: Giulia Salerno, Charlotte Gainsbourg, Gabriel Garko

Terzo lungometraggio per la Asia Argento regista, questa volta cimentatasi in un film dal sapore fortemente autobiografico, decide di raccontare l'esperienza della pubertà vista dagli occhi di una ragazzina romana di nome Aria (che guarda caso è anche un secondo nome della Argento) e di esplorare la confusione, la frenesia e la sofferenza che contraddistingue quel particolare periodo con l' occhio disincantato di una bambina vittima di un rapporto familiare frammentato. Il titolo pare essere un omaggio ad "Incompreso", opera firmata da Luigi Comencini nel lontano 1966 e anch'esso incentrato su un dramma familiare infantile ma dal quale l' autrice romana prende le distanze introducendo la sua protagonista in un mondo meno realistico dove i toni prendono spesso forme grottesche fino a toccare sfumature oniriche.


 La narrazione traccia il racconto di questa bambina costretta a vivere la separazione dei suoi genitori, entrambi appartenenti al mondo dello spettacolo che incuranti del loro ruolo e vittime folli dei propri vizi, non mostrano nessuna attenzione per questa figlia che si trova a fare da spola tra le case dei due, questo chiaro riferimento al vissuto della regista è anche il difetto maggiore del film, una sceneggiatura stanca, incapace di decollare che si affida all'occhio registico della Argento che è di indiscutibile valore e all' interpretazione di una giovane Giulia Salerno che recita con spaesata naturalezza un ruolo che sembra essere cucito per quel suo viso che sprigiona una bellezza apatica di tremendo fascino, affiancata da una sempre brava Charlotte Gainsbourg e purtroppo da un terribile Gabriel Garko che ci regala, al solito, una tremenda performance, per altro abbastanza autoironica se si considera che nel suo ruolo di padre e attore viene spesso preso in giro per le sue infime qualità attoriali.


Da segnalare anche un notevole comparto musicale, invasivo ma non stucchevole. In definitiva un'opera più interessante che riuscita ma dalla quale traspare sentimento e abilità purtroppo non concretizzatasi a causa di uno scritto troppo fragile.




Gianluchino Godhard

mercoledì 28 maggio 2014

THE DOUBLE


Regia: Richard Ayoade
Origine: Gran Bretagna
Anno: 2013
Durata: 93'
Attori protagonisti: Jesse Eisenberg, Mia Wasikowska

The Double, soggetto tratto dal celebre romanzo di Dostoevskij, narra di Simon, un ragazzo un po' sfigatello. Uno di quelli di cui nessuno ricorda il nome, innamorato della bellissima figlia del capo che a stento sa della sua esistenza. Con una madre pronta a ricordargli che oltre che noiosa la vita può essere pure tragica. Una copia esatta di se stesso viene assunta in ufficio e spacca i culi in tutto quello in cui lui fa schifo.



Secondo film da regista per Richard Ayoade. Il primo, Submarine, è un'opera delicata sulla crescita e sull'esperienza dell'innamoramento. Con uno stile a metà tra l'esibizionismo di Anderson e il filmino delle vacanze. Un affascinante tira e molla. C'è questo in The Double ma c'è anche una ricerca molto più profonda nelle scenografie che va dal più austero Kaurismaki al più surreale Gondry. Con invenzioni da cinema muto, quando si faceva di necessità virtù; si cade in piedi da palazzi e si sfreccia in treno rimanendo fermi, lasciando agli scenari e alle luci il compito di girarci intorno. Tutte scelte volute che fanno di questo film quasi una trasposizione teatrale più che cinematografica. Non mancano le sperimentazioni nel suono come quando  mentre cresce il patos nelle parole di lei sentiamo l'assordante avvicinare di un treno. Serve tutto questo a farci entrare nella mente di Simon? Sicuramente sì. L'oppressione è tale da farci auspicare tutta la violenza del mondo. 





Manca forse della giusta dose di mistero. Trattandosi però di un romanzo così celebre l'effetto sorpresa diciamo che non era proprio la priorità. Ayoade preferisce farci sedere comodi a gustare un'opera che si costruisce da sola. Che se ne sbatte delle soluzioni ortodosse. Lontano dall'essere perfetto The Double ha nelle sperimentazioni la chiave della sua poetica. 



Isaia Panduri


venerdì 16 maggio 2014

LOCKE

 

Regia: Steven Knight
Origine: USA, Regno Unito
Anno: 2013
Durata: 85'
Attori Protagonisti: Tom Hardy
 


Dopo il non riuscitissimo Redemption - Identità nascoste, Steven Knight ci riprova con un progetto ambizioso, fare un film interamente ambientato e ripreso all'interno di un abitacolo.
La trama è tanto semplice quanto di difficile realizzazione, per come è concepito il film. È la storia del viaggio in macchina di Ivan Locke, il responsabile del più grande progetto edile mai realizzato in Inghilterra che, proprio la notte prima della colata delle fondamenta, decide di rimettere in discussione ogni sua certezza per fare la cosa giusta, come direbbe il buon Spike.
Il protagonista percorre l'autostrada sempre al cellulare, cercando di rimettere insieme i cocci della sua vita sentimentale e lavorativa.

 

Tom Hardy, l'unico personaggio ad apparire sullo schermo, offre un'interpretazione notevole, riuscendo a mantenere elevato il livello di tensione emotiva per tutta la durata del film. Si coglie perfettamente il dramma interiore di Ivan che, per non diventare come suo padre, si trova a cancellare tutto quello che ha costruito nel corso della sua esistenza.



Bisogna dare atto che la regia di Knight è considerevole. Con solo cinque o sei inquadrature riesce a far provare la claustrofobia che si vive in quell' auto. Il continuo squillare del telefono, le situazioni sempre più intricate dal punto di vista emozionale non danno respiro. Ad un certo punto, si spera solo che Ivan arrivi a destinazione. Film coinvolgente.



Un unico consiglio: andate al cinema a piedi e senza cellulare. All'uscita della sala, il primo istinto è quello di bruciare entrambi.





Pablo Lombardi

martedì 15 aprile 2014

MUZE [APP PER CINEFILI]

Muze è la nuova applicazione che farà felici cinefili e non. Perché? E’ semplice, grazie a questa app, scaricabile gratuitamente da qualsiasi smartphone, potrete dare un voto da 1 a 5 ai film che avete visto. In questo modo, automaticamente, l’app vi indirizzerà, a seconda dei vostri voti, ad altri film che potreste vedere. Utilissima quindi per chi vuole ampliare la propria cultura cinematografica. Io per esempio ho scoperto di non avere mai visto AlbaKiara, una mancanza davvero inaccettabile per una persona che gestisce un blog di cinema. Che aspettate allora? Scaricatelo, altrimenti vi mandiamo Umberto Smaila per un balletto privato da capogiro (nel senso che rimetterete anche il cenone di Capodanno 1998).


http://www.MuzeApp.com
 

Nasce la partnership tra Muze e Ladri Di VHS, conquisteremo il mondo.


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